Antonio Di Pietro:
"ll provvedimento aveva ed ha come ratio tre obiettivi:
primo, non dare alcun valore processuale e neanche investigativo ai
dossier illegalmente costruiti per violare la privacy e per
delegittimare soggetti e cittadini. Secondo, il materiale così
acquisito, cioè frutto di dossieraggio illecito, non deve poter
essere pubblicato in alcun modo per non raggiungere lo scopo
delegittimante. Terzo, questo materiale deve essere distrutto senza
farne alcuna copia. Queste sono le tre linee direttrici che ho
approvato e che condivido. Detto questo, però, i magistrati fanno
presente che in alcuni casi può essere necessario differire la
distruzione, fermo restando il divieto di uso processuale e il
divieto di pubblicazione, a un momento successivo, se questo serve
come prova di reato al fine di individuare l'autore del reato
stesso".
"Dobbiamo dunque
ulteriormente migliorare il contenuto del decreto legge per
accogliere le richieste dei magistrati rivolte a non distruggere
subito tutti i dossier. I documenti e le registrazioni che
costituiscono corpo di reato non possono essere eliminate perché
vanno messe a disposizione della magistratura".
"Le registrazioni
non distrutte dovranno essere comunque custodite con particolari
precauzioni, in modo che i loro contenuti non diventino di dominio
pubblico. Credo si possa adottare la stessa procedura disposta per
le intercettazioni illecite: è vietato fare copie dei documenti e i
magistrati potranno prendere visione dei documenti solo nel luogo in
cui sono custoditi".